MAFFEO D’ARCOLE – Pitture di guerra

28 settembre-9 dicembre 2012maffe d'arcole opere 023
Padova, Centro Culturale Altinate San Gaetano

Inaugurazione: 27 settembre 2012, ore 18.00

La mostra personale dell’artista veronese si concentra sui più recenti approdi della sua avventura creativa, rappresentati nell’occasione da circa 20 dipinti di grande formato. Figure umane, animali, frammenti di visioni urbane si imprimono sulle sue tele attraverso un gesto pittorico spontaneo, quasi aggressivo, la cui natura viscerale è sottolineata dalle predilezioni cromatiche dell’autore, rivolte alla gamma dei primari, ai bianchi, ai neri. Tali elementi di stile, con cui interagiscono alcune presenze materiali dalla forte energia simbolica, quali corde annodate e bandiere, sono lo strumento per evocare gli aspetti più controversi del nostro tempo e del recente passato.
Diversi cicli pittorici hanno significativamente la propria premessa in drammatiche vicende collettive, quali la mortificazione della cultura dei pellerossa, o i “campi di lavoro” nella Cambogia di Pol Pot; il loro carattere esemplare è l’opportunità per una riflessione certo amara, ma al tempo non rassegnata, sull’inclinazione umana alla sopraffazione ed alla violenza. Affrontando il tema della libertà dell’individuo, raccontando i conflitti necessari alla sua affermazione, la pittura dell’artista assume toni esplicitamente politici, appena stemperati dalle tracce di una tormentata spiritualità.
Questo universo figurativo, attraversato da frammentarie visioni tratte dallo scenario urbano e da quello naturale, non si manifesta in un contesto spaziale credibilmente descritto, ma instaura una relazione diretta con quanto rappresenta la premessa del racconto pittorico, ovvero la nuda imprimitura della tela. L’organizzazione compositiva delle opere di D’Arcole ne lascia quasi sempre emergere brani più o meno ampi: in senso metaforico, questo sfondo costituisce una voce ancestrale che enuncia le figure ed al tempo le richiama al vuoto che preesisteva ad esse, sovrapponendo così la suggestione della loro nascita a quella della loro fine.

La mostra sconfinerà oltre gli spazi espositivi grazie all’installazione, all’esterno del Centro culturale Altinate San Gaetano, del grande gruppo scultoreo Lo scontro, in cui convergono idealmente aspetti tematici ed espressivi ricorrenti nella ricerca dell’artista.
La vicenda artistica di Maffeo Burati, in arte Maffeo d’Arcole, esemplifica significativamente la storia di quella parte del movimento operaio di origine contadina, ultima erede delle speranze e dei progetti del Sessantotto. La sua stessa vicenda esistenziale, contadino, operaio, disoccupato che rientra nell’alvo contadino, permette di comprendere ed inquadrare storicamente le scelte e il linguaggio pittorico dell’artista. (Francesco Butturini , presentazione della collana Quaderni ” Artisti Italiani d’Oggi”)
Un artista polivalente, sanguigno, discontinuo. Un po’ sempre inquietante.
La sua opera pittorica non potrà dunque essere intesa disgiunta dal resto, ma, comunque, per la mole della sua produzione, senza dubbio costituisce un fil rouge di tutto il suo singolare itinerario immaginifico. (Don Domenico Romani, editore e critico d’arte)

L’esposizione è accompagnata da un catalogo che, attraverso i testi di Nicola Galvan e Sirio Luginbühl, nonché le immagini delle opere in mostra, indaga l’opera di D’Arcole nelle sue implicazioni estetiche e poetiche.

Maffeo Burati, in arte Maffeo D’Arcole, è nato ad Arcole (VR) nel 1949.
Giovanissimo, ha iniziato a lavorare prima nei campi della sua terra, poi in fabbrica come operaio: esperienze rivelatesi fondamentali per la sua formazione umana, ideologica, spirituale. Durante gli anni settanta si è avvicinato all’arte in qualità di autodidatta. Presto la pittura è divenuta il “versante” principale di un’attività espressiva molto articolata che comprende ad oggi la scultura, l’installazione, la performance, il video, il cinema, il teatro. Maffeo D’Arcole ha firmato i cortometraggi Il tempo dei tabarri (1997) e Le cassette (2001), i video Sette porte (1998), Visibili & invisibili (in collaborazione con Luca Luciani, 1999) e Il nodo (2009); ha diretto nel 2007 il film Un prete in campo; ha ottenuto ampio risalto sulla stampa nazionale grazie alla monumentale installazione Popoli in cammino, esposta a Roma in occasione del Giubileo e poi nelle piazze di numerose città italiane; è stato scenografo e attore nella Compagnia Teatrale dei Villani. Nel 1992 Paolo Levi ha segnalato e analizzato la sua ricerca artistica nel volume Immagini e Struttura (Mondadori), dedicato a 20 nuovi artisti italiani. La pittura e la scultura di Maffeo D’Arcole hanno attratto negli ultimi anni l’interesse di numerose personalità del mondo artistico e culturale, come il critico Giorgio Segato e
l’architetto Mario Botta. Risiede e lavora nel suo paese natale.

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Comunicato stampa

Informazioni
Ingresso libero
Orario 9.00 – 19.00, chiuso il lunedì
Servizio Mostre del Settore Attività Culturali
tel. 049 8204538
spaziomostre2@comune.padova.it
infocultura@comune.padova.it
http://padovacultura.padovanet.it

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