Dopo la notizia peggiore il messaggio ulteriore

30 ottobre ore 17.30
Sala Paladin di Palazzo Moroni – via Municipio 1Dopo la notizia peggiore

La certezza più grande è quella di dover morire, nonostante questo viviamo dimenticandocene. Per arrivare a questa serenità l’uomo occidentale ha percorso una lunga e difficile storia che ha implicato l’occultamento progressivo di ciò che significa morire. L’angoscia di morte nel Novecento diventa abissale per la grave crisi in cui ogni messaggio di salvezza è caduto. Sempre più vasta e interessante è la letteratura che racconta dei destini di chi è tornato dalla morte, vivificando in tal modo nella rappresentazione sociale del morire l’idea che dall’Ade si possa tornare per portare messaggi che riguardano il senso dell’essere al mondo.

Durante la serata vengono presentate le seguenti opere:

Ines Testoni, Dopo la notizia peggiore (ed. Piccin)
Il volume, introdotto da una presentazione del filosofo Emanuele Severino, è una raccolta di saggi che affronta l’umanizzazione e deumanizzazione nella relazione di cura, la medicina umana, tra discriminazione, deumanizzazione e aiuto, la comunicazione medico-paziente-familiare in un approccio di medicina centrata sul paziente, il paradigma bioetico e l’anziano terminale con demenza al fine di rimodulare la medicina di fine-vita, ma anche il futuro rapito, ossia la diagnosi di malattia mortale nell’infanzia, tra palliazione e resilienza familiare, la medicina di famiglia come setting privilegiato nell’etica dell’accompagnamento, la gestione delle condizioni di sofferenza estrema per un’umanizzazione delle cure. Oggetto di studio sono anche il sapere tecnico e la relazionalità di fronte al dolore globale terminale in ambito oncologico, la terapia del dolore nel cancro, la medicina complementare nei Centri di cure palliative in Italia, gli interventi e le tecniche a mediazione corporea nel paziente oncologico in fase terminale di malattia, tra ipnosi, rilassamento, massaggio e aromaterapia, il rapporto tra cancro e attività fisica e interventi di musicoterapia nella terminalità.
La seconda parte del libro si concentra su l’uomo e la morte, seguendo un percorso attraverso la filosofia contemporanea, il vivere il morire tra tradizione e invenzione, la tanatologia e la psicologia, il rapporto famiglie, lutto e resilienza, l’adattamento psicosociale alla perdita, tra fattori di rischio e di resilienza, l’aiuto nel lutto, la consulenza religiosa del lutto, la sfida della consulenza filosofica dentro, attraverso e oltre la finitudine, i riti funebri e le nuove funzioni nella figura del Cerimoniere, il lutto e le strategie di coping negli ambienti partecipati della rete, tra blog, forum e social network.

Enrico Facco, Esperienze di premorte. Scienza e Coscienza ai Confini tra Fisica e Metafisica (ed. Altravista)
Il tema delle esperienze dei morenti o di chi, creduto morto, sia ritornato in vita, accompagna da sempre la storia dell’umanità, dai racconti di Omero e Platone sino alle odierne esperienze dei pazienti in condizioni di pericolo di vita.
Le esperienze di premorte (Near Death Experiences, o NDE), fenomeno clinico frequente e complesso, ripropongono concretamente la necessità di una loro spiegazione scientifica e la questione della plausibilità dell’idea di una vita oltre la vita.
Un’analisi accurata degli elementi scientifici, psicologici e filosofici utili ad una riflessione critica sulla natura delle NDE e quindi sull’enigma fondamentale della condizione umana da esse posto.
Un percorso che conduce il lettore a scoprire come la mente e il mondo fisico da essa percepito siano più ampi di quanto comunemente non si sia portati a credere: pur trattando della fine della vita, questo libro in realtà aiuta a riscoprire il misterioso fascino dell’esistenza e superare la paura della morte.

Mario Dalla Torre, Ho assaggiato il Paradiso (ed. Amrita)
La narrazione in prima persona di chi ha conosciuto la frontiera tra la vita e la morte in quello stato di non coscienza che è il coma. Mario è un pubblicitario che un giorno subisce uno spaventoso incidente stradale. Mentre il suo corpo devastato lotta fra la vita e la morte, ha una NDE (Near-Death Experience, o esperienza di premorte): assaggia, per così dire, il Paradiso, quello che c’è “dopo”.
Uscito dal coma e superata una serie di dolorose operazioni, si accorge che non solo la sua concezione della vita è profondamente cambiata, ma anche di essere diventato un guaritore. Difficile dire se a guarire i suoi pazienti sia più l’energia che gli fluisce dalle mani, o quella che egli infonde in essi condividendo il suo nuovo modo di vedere l’esistenza umana: un percorso di responsabilità personale e di gioiosa fusione con un Tutto benevolo, che ci viene incontro, se solo lo vogliamo.
La resilienza è una proprietà dei metalli che, sottoposti a tensione, riprendono in seguito la loro forma originaria. Il termine si è esteso allo studio degli esseri umani che, sottoposti a situazioni di grande difficoltà (sia fisiche che psicologiche), mostrano di saperne uscire più forti di prima. La resilienza non è solo una qualità innata, ma è qualcosa che tutti possiamo imparare a sviluppare.
Questa è l’autobiografia di un uomo straordinariamente resiliente, che esce più forte e interiormente più ricco dall’esperienza di un devastante incidente stradale e dal coma che ne segue: si scopre capace di guarire non solo se stesso, ma anche gli altri, sia per imposizione delle mani sia insegnando loro un metodo di autoguarigione che passa attraverso strategie profonde di cambiamento interiore.

Coordina Ines Testoni

Info
Ingresso libero
Servizio Mostre – Settore Attività Culturali tel. 049 8204529
donolatol@comune.padova.it

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